Italia d’argento agli Europei 2026: la Turchia vince al tie-break
L’Italia accarezza a lungo il sogno di tornare sul tetto d’Europa, ma nella notte di Istanbul è la Turchia a conquistare gli Europei femminili di pallavolo 2026. Le Azzurre di Julio Velasco cedono soltanto al tie-break dopo una finale dai due volti, dominata in alcuni momenti dalla Nazionale italiana e poi ribaltata dalla grande reazione delle padrone di casa.
Il risultato finale di Italia-Turchia è 2-3, con parziali di 25-16, 22-25, 25-12, 21-25 e 10-15. Una sconfitta difficile da digerire soprattutto per il modo in cui era iniziata e si era sviluppata la partita: l’Italia ha infatti mostrato per lunghi tratti una pallavolo di altissimo livello, arrivando sul 2-1 dopo aver travolto le avversarie nel terzo set.
La Turchia, però, non si è disunita. Trascinata dal pubblico della Sinan Erdem Sports Hall e dalle giocate decisive di Melissa Vargas, la squadra allenata da Daniele Santarelli ha prima portato la finale al quinto set e poi completato la rimonta. Per l’Italia resta una prestigiosa medaglia d’argento agli Europei 2026, la terza della sua storia nella competizione dopo quelle del 2001 e del 2005.
Italia-Turchia 2-3: una finale europea dai due volti
Le Azzurre partono fortissimo nel primo set
L’approccio dell’Italia alla finale è quasi perfetto. La squadra di Velasco entra in campo senza lasciarsi condizionare dall’ambiente della Sinan Erdem Sports Hall e riesce immediatamente a mettere sotto pressione la ricezione turca.
Le Azzurre costruiscono rapidamente un vantaggio importante, trovando continuità in attacco e soprattutto grande efficacia nel sistema muro-difesa. La Turchia fatica a sviluppare il proprio gioco e non riesce a sfruttare con continuità la potenza offensiva di Vargas.
Il 25-16 del primo set racconta bene il dominio italiano. L’Italia sembra avere il controllo tecnico ed emotivo dell’incontro e riesce anche a silenziare per lunghi tratti gli oltre 17 mila spettatori presenti nell’impianto di Istanbul.
La Turchia reagisce e pareggia i conti
Nel secondo parziale cambia lo scenario. La squadra di Santarelli aumenta la pressione al servizio e riesce progressivamente a sporcare la costruzione offensiva italiana.
L’Italia rimane in partita, ma perde quella fluidità mostrata nella prima frazione. La Turchia ne approfitta, gestisce meglio i punti decisivi e chiude 25-22, riportando la finale sull’1-1.
È il primo segnale di una caratteristica che diventerà decisiva nel prosieguo dell’incontro: la capacità delle padrone di casa di restare mentalmente dentro la partita anche dopo aver subito parziali pesanti.
Terzo set spettacolare: l’Italia domina 25-12
La risposta delle Azzurre è impressionante. Nel terzo set l’Italia torna a esprimere una pallavolo aggressiva, precisa e difficilissima da contrastare.
La squadra di Velasco scappa immediatamente nel punteggio e non concede alla Turchia alcuna possibilità concreta di rientrare. Il muro azzurro funziona, la battuta crea problemi e l’attacco torna a girare ad altissimi livelli.
Il 25-12 è un risultato nettissimo e porta l’Italia sul 2-1. A quel punto la medaglia d’oro sembra davvero vicina.
Le statistiche ufficiali della CEV confermano l’andamento di una partita caratterizzata da grandi oscillazioni tra un set e l’altro. CEV – European Volleyball Confederation
La rimonta della Turchia cambia la finale degli Europei 2026
Il quarto set riapre completamente la partita
Quando l’Italia sembra pronta a completare l’opera, arriva la reazione turca.
Nel quarto parziale le padrone di casa cambiano nuovamente ritmo. L’Italia perde precisione nella gestione delle situazioni più semplici, mentre la Turchia trova maggiore efficacia soprattutto attraverso il servizio.
Il vantaggio turco cresce e le Azzurre sono costrette a inseguire. L’Italia prova comunque a reagire e riesce ad avvicinarsi nel finale, ma non abbastanza per completare la rimonta.
Il 25-21 della Turchia porta così la finale al tie-break. Tutto quello costruito nelle prime due ore di partita viene condensato in un ultimo set da quindici punti.
Melissa Vargas decisiva nel tie-break
Il quinto set diventa il terreno ideale per le grandi individualità.
L’Italia resta inizialmente agganciata alla partita, ma la Turchia riesce a costruire il primo vero strappo. A fare la differenza è soprattutto Melissa Vargas, capace di aumentare enormemente il proprio impatto quando la pressione raggiunge il livello massimo.
Il turno al servizio dell’opposta turca contribuisce a creare il margine che indirizza definitivamente la finale. L’Italia prova a ricucire, ma la Turchia difende il vantaggio fino al 15-10 conclusivo.
Vargas termina la partita con 29 punti e viene premiata come MVP degli Europei femminili 2026. Dall’altra parte Paola Egonu chiude con 28 punti, mentre Ekaterina Antropova ne realizza 16 e Myriam Sylla 13.
Elif Sahin e il servizio turco cambiano l’inerzia
Limitare l’analisi della rimonta alla sola Vargas sarebbe però riduttivo.
Una delle chiavi tattiche della Turchia è la crescita del servizio, con Elif Sahin capace di mettere sotto pressione la ricezione italiana nei momenti cruciali. È proprio dalla battuta che le padrone di casa riescono progressivamente a togliere velocità alla costruzione delle Azzurre.
La squadra di Santarelli comprende che per contenere l’Italia è necessario impedire ad Alessia Orro di gestire il gioco nelle condizioni ideali. Quando la ricezione azzurra perde precisione, il sistema offensivo diventa più prevedibile e il muro turco riesce a organizzarsi meglio.
Italia argento agli Europei 2026: resta un grande torneo
Otto vittorie prima della finale di Istanbul
La delusione per il risultato non deve cancellare il percorso dell’Italia.
Le Azzurre erano arrivate alla partita decisiva dopo otto vittorie consecutive. Nella fase a gironi avevano superato Croazia, Montenegro, Svezia, Slovacchia e Francia. Nella fase a eliminazione diretta erano poi arrivati i successi contro Bulgaria, ancora Svezia e Polonia.
Soltanto la Turchia è riuscita a interrompere la corsa della Nazionale italiana.
L’argento di Istanbul rappresenta inoltre la nona medaglia dell’Italia nella storia degli Europei femminili. Il bilancio comprende tre ori, tre argenti e tre bronzi.
Il ciclo di Julio Velasco resta straordinario
La sconfitta in finale non modifica il giudizio sul ciclo aperto da Julio Velasco.
Con il tecnico argentino in panchina, l’Italia ha costruito negli ultimi anni una continuità internazionale impressionante, conquistando l’oro olimpico a Parigi 2024, il Mondiale 2025 e numerosi altri piazzamenti sul podio.
La finale di Istanbul ha inoltre interrotto una serie di 39 vittorie consecutive dell’Italia contro squadre europee nelle competizioni ufficiali. Prima della Turchia, l’ultima formazione del Vecchio Continente capace di battere le Azzurre era stata la Polonia nel maggio 2024.
Per questo l’argento europeo non può essere considerato un fallimento. La finale lascia rimpianti, ma conferma ancora una volta l’Italia tra le principali potenze mondiali della pallavolo femminile.
La Turchia conferma il titolo conquistato nel 2023
Per la Turchia si tratta invece di una notte storica.
La nazionale allenata da Daniele Santarelli conquista il secondo titolo europeo consecutivo, confermando l’oro ottenuto nel 2023. Il successo assume un valore ancora maggiore perché arriva davanti al pubblico di Istanbul.
Secondo i dati ufficiali CEV, alla finale hanno assistito 17.299 spettatori. La Turchia è inoltre diventata la prima nazionale femminile a vincere l’Europeo in casa dalla Serbia del 2011.
Il trionfo permette alle turche anche di ottenere la qualificazione ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028, altro premio enorme di una finale che valeva molto più della sola medaglia d’oro.
Egonu, Antropova e Sylla: le protagoniste dell’Italia
Paola Egonu chiude con 28 punti
Nonostante la sconfitta, Paola Egonu resta uno dei riferimenti offensivi della Nazionale. I suoi 28 punti raccontano quanto l’opposta sia stata importante anche nella finale.
Nei momenti di maggiore fluidità del gioco italiano, Egonu riesce a sfruttare la distribuzione di Orro e a mettere costantemente sotto pressione il muro turco.
Quando la ricezione perde precisione, però, aumentano anche le difficoltà nel servirla nelle condizioni migliori. La Turchia riesce così a limitare progressivamente l’efficacia dell’attacco azzurro.
Antropova preziosa anche in un ruolo differente
Importante anche il contributo di Ekaterina Antropova, utilizzata nel corso dell’Europeo con soluzioni tattiche differenti rispetto al suo ruolo naturale.
In finale realizza 16 punti e rappresenta una soluzione offensiva ulteriore per Velasco. La sua presenza aumenta il peso dell’Italia a rete e offre possibilità differenti nella gestione delle rotazioni.
Resta qualche interrogativo sulle scelte effettuate nei momenti più difficili della finale, ma una partita così equilibrata difficilmente può essere spiegata attraverso una singola decisione tecnica.
Myriam Sylla ancora protagonista
Tra le migliori del torneo c’è anche Myriam Sylla, che chiude la finale con 13 punti e viene inserita nell’All Star Team della manifestazione come una delle migliori schiacciatrici.
Il suo contributo va oltre le statistiche offensive. Difesa, ricezione, copertura e capacità di trascinare emotivamente le compagne continuano a renderla una delle giocatrici fondamentali della Nazionale.
Insieme a lei viene premiata anche Alessia Orro, scelta come miglior palleggiatrice degli Europei.
Un argento amaro che conferma l’Italia ai vertici
La sensazione immediata è inevitabilmente quella dell’occasione sfumata. L’Italia è stata avanti due volte, ha dominato nettamente il primo e soprattutto il terzo set e ha avuto la possibilità concreta di chiudere la finale prima del tie-break.
La pallavolo, però, vive di equilibri sottilissimi. Un turno al servizio, una ricezione imprecisa o pochi punti consecutivi possono cambiare completamente l’inerzia di una partita.
La Turchia è stata più lucida proprio quando il margine di errore si è ridotto al minimo. Le Azzurre tornano così da Istanbul con un argento europeo bello ma inevitabilmente amaro, consapevoli però di appartenere ancora all’élite assoluta della pallavolo mondiale.
Per la squadra di Velasco questa finale non rappresenta la fine di un ciclo. Al contrario, può diventare un nuovo punto di partenza verso i prossimi grandi appuntamenti internazionali. Perché perdere una finale dopo aver dominato lunghi tratti fa male, ma arrivare ancora una volta a giocarsi un titolo dimostra quanto l’Italia sia ormai stabilmente abituata a competere per il gradino più alto del podio.
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