Italia-Slovenia 3-2 agli Europei di volley 2026: Azzurri primi nel girone
L’Italia ha battuto la Slovenia 3-2 agli Europei maschili di volley 2026, chiudendo la Pool A al primo posto con cinque vittorie in altrettante partite. La sfida del 17 settembre al PalaPanini di Modena è terminata con i parziali di 25-19, 25-22, 27-29, 19-25 e 15-9. Alessandro Michieletto ha realizzato otto punti nel terzo set, mentre gli Azzurri affronteranno la Danimarca domenica 20 settembre negli ottavi di finale.
Cinque partite, cinque vittorie e primo posto nel Girone A. L’Italia completa senza sconfitte la prima fase degli Europei maschili di pallavolo 2026, superando al tie-break una Slovenia combattiva nonostante le assenze di Rok Možič e Tine Urnaut.
La squadra di Ferdinando De Giorgi conquista i primi due set e ottiene con anticipo la certezza matematica del primato. Da quel momento il commissario tecnico utilizza la partita anche per verificare le condizioni dei giocatori impiegati meno frequentemente, modificando progressivamente il sestetto.
I numerosi cambi favoriscono la reazione slovena, ma offrono indicazioni importanti in vista della fase a eliminazione diretta. La più significativa riguarda Alessandro Michieletto, protagonista nel terzo parziale con otto punti, un ace, un muro e sei attacchi vincenti su dieci tentativi.
Dopo avere subito la rimonta sul 2-2, gli Azzurri ritrovano ordine e intensità nel tie-break. Il 15-9 conclusivo certifica la quinta vittoria consecutiva e permette alla Nazionale di presentarsi agli ottavi con un percorso immacolato.
Italia-Slovenia 3-2: la cronaca della partita
Lavia e Romanò lanciano gli Azzurri nel primo set
La Slovenia comincia con maggiore precisione e raggiunge il primo vantaggio tecnico sull’8-6. L’Italia non si disunisce, aumenta la pressione al servizio e trova continuità attraverso Daniele Lavia e Yuri Romanò.
Gli Azzurri ribaltano il punteggio e arrivano avanti 16-14 nella fase centrale. La correlazione tra servizio, muro e difesa consente a Giannelli di ricostruire diversi palloni, distribuendo il gioco senza affidarsi esclusivamente all’opposto.
Lavia offre una prova particolarmente efficace. Lo schiacciatore trova punti sia dalla seconda linea sia con le conclusioni in diagonale, mentre Bottolo garantisce equilibrio in ricezione. Sul 21-18, l’Italia controlla gli ultimi scambi e chiude il set per 25-19.
Il primo parziale mostra una Nazionale paziente e capace di accettare gli scambi prolungati. La Slovenia, priva di due riferimenti offensivi importanti, prova a compensare attraverso il collettivo, ma fatica a mettere il pallone a terra quando la ricezione viene allontanata dalla rete.
Il secondo parziale vale il primato nel girone
La Slovenia parte nuovamente bene e raggiunge l’8-4. La formazione di De Giorgi continua però a lavorare con ordine, senza cercare soluzioni affrettate. Il servizio di Romanò diventa progressivamente più incisivo e permette all’Italia di ridurre lo svantaggio.
Il punteggio resta equilibrato fino al 21-20 per gli sloveni. Nel momento più importante, gli Azzurri aumentano l’intensità: un muro, una buona ricostruzione e alcuni errori avversari producono il sorpasso decisivo.
L’Italia chiude 25-22 e sale sul 2-0. La conquista del secondo set garantisce matematicamente il primo posto nella Pool A, indipendentemente dall’esito finale della partita. La Nazionale raggiunge così il primo obiettivo del torneo e si assicura l’incrocio con la quarta classificata del Girone C.
Nei primi due parziali Lavia realizza complessivamente 12 punti, mettendo a terra 12 attacchi su 16 per una percentuale realizzativa del 75%. Romanò contribuisce con servizio e potenza, mentre Pardo Mati conferma la propria crescita al centro.
Michieletto torna protagonista nel terzo set
Con il primato già assicurato, De Giorgi comincia ad ampliare le rotazioni. Nel terzo set trova spazio Alessandro Michieletto, impiegato con continuità dopo essere stato gestito con cautela durante le prime partite.
Lo schiacciatore risponde con una prestazione di grande qualità. Realizza otto punti complessivi, distribuiti tra sei attacchi vincenti, un ace e un muro. La percentuale offensiva del 60% testimonia una condizione in crescita e una buona capacità di entrare immediatamente nel ritmo della partita.
La presenza di Michieletto offre all’Italia potenza in battuta, altezza a muro e maggiori possibilità in attacco. Il suo recupero completo sarebbe particolarmente importante durante la fase a eliminazione diretta, quando De Giorgi potrebbe avere bisogno di modificare l’assetto nel corso delle partite.
Il terzo set resta molto equilibrato. Gli Azzurri arrivano sul 21-19 e si procurano tre occasioni per chiudere l’incontro, ma la Slovenia resiste. La formazione guidata da Gheorghe Crețu annulla i match point e conquista il parziale per 29-27.
La Slovenia completa la rimonta nel quarto
Nel quarto set l’Italia presenta una formazione profondamente modificata. Riccardo Sbertoli prende il posto di Giannelli in regia, Kamil Rychlicki viene utilizzato come opposto e trovano spazio anche Luca Porro, Francesco Sani, Giovanni Sanguinetti e Gianluca Galassi.
I nuovi equilibri richiedono tempo. La Slovenia sfrutta il calo di continuità degli Azzurri e costruisce un vantaggio progressivo. L’Italia fatica soprattutto in attacco, chiudendo il parziale con nove punti nel fondamentale e diversi errori diretti.
La nazionale slovena raggiunge il 21-17 e amministra la fase finale fino al 25-19. La partita si prolunga così al tie-break, offrendo ai giocatori meno utilizzati l’opportunità di affrontare un momento di forte pressione.
Il tie-break restituisce controllo all’Italia
Nel quinto set gli Azzurri ritrovano aggressività fin dai primi scambi. Il cambio di campo arriva sul 10-6, con l’Italia capace di sfruttare due ace e una migliore organizzazione a muro.
La Slovenia, dopo lo sforzo necessario per recuperare due set di svantaggio, perde precisione al servizio e in attacco. Nik Mujanović continua a essere il principale riferimento offensivo, ma viene contenuto dal sistema difensivo italiano.
Sul 12-6 la partita è ormai indirizzata. L’Italia gestisce il margine e chiude 15-9 dopo due ore e diciotto minuti complessivi. Il successo al tie-break completa un incontro utilizzato sia per conquistare il primato sia per verificare la profondità della rosa.
Michieletto è la notizia più importante
Otto punti e il 60% in attacco
Alessandro Michieletto termina la partita con otto punti, sei attacchi vincenti su dieci, un ace e un muro. I numeri diventano ancora più significativi considerando che lo schiacciatore concentra il proprio contributo nel terzo set.
Il ritorno a un utilizzo continuativo rappresenta un segnale positivo. Michieletto è uno dei giocatori capaci di modificare gli equilibri della Nazionale grazie alla combinazione tra altezza, tecnica, servizio e capacità di attaccare palloni complessi.
L’Italia ha affrontato la prima fase affidandosi principalmente alla coppia formata da Bottolo e Lavia. Entrambi hanno risposto con prestazioni convincenti, consentendo allo staff di non accelerare il recupero di Michieletto.
Avere tre schiacciatori di alto livello permette ora a De Giorgi di scegliere l’assetto più adatto alle caratteristiche dell’avversaria. Michieletto può partire titolare, entrare per rafforzare battuta e muro oppure diventare una soluzione offensiva quando la fase cambio palla perde efficacia.
Lavia conferma una condizione eccellente
Daniele Lavia è ancora una volta tra i migliori. Lo schiacciatore realizza 12 punti giocando soltanto i primi due set e conclude con il 75% in attacco. Non commette errori offensivi e non subisce muri.
La prestazione conferma il completo recupero di un giocatore fondamentale per l’equilibrio dell’Italia. Lavia garantisce stabilità in ricezione, capacità difensiva e numerose soluzioni nelle situazioni meno favorevoli.
Il suo rendimento consente a Giannelli di distribuire il gioco con maggiore libertà. Quando Lavia mantiene percentuali così elevate, il muro avversario non può concentrarsi esclusivamente su Romanò o sul primo tempo dei centrali.
Anche Bottolo parte nel sestetto iniziale e contribuisce ai primi due set. La coppia utilizzata durante il girone ha dimostrato di poter sostenere il peso della fase offensiva, lasciando a De Giorgi diverse possibilità per gli ottavi.
Mati sempre più importante al centro
Pardo Mati chiude con nove punti: tre attacchi, cinque muri e un ace. Il dato dei muri è particolarmente significativo perché evidenzia la capacità del centrale di leggere la distribuzione avversaria e chiudere gli spazi.
Mati sta diventando un riferimento sempre più affidabile nel reparto. Contro la Slovenia contribuisce alla conquista dei primi due set e torna in campo anche nel tie-break, offrendo solidità nel momento decisivo.
Il suo sviluppo amplia le opzioni a disposizione dello staff tecnico. Accanto a Mati, De Giorgi può utilizzare Galassi e Sanguinetti, alternandoli in base alle necessità della partita.
Le rotazioni premiano le scelte di De Giorgi
Sbertoli conduce la squadra nel finale
Riccardo Sbertoli sostituisce Giannelli e disputa gli ultimi tre set. Il palleggiatore realizza due ace e gestisce una formazione profondamente diversa rispetto a quella titolare.
L’intesa con i compagni non può essere immediatamente perfetta, soprattutto dopo diversi cambi simultanei. Sbertoli riesce però a mantenere lucidità e guida la squadra durante il tie-break, quando la pressione torna elevata.
La possibilità di affidarsi a un secondo regista esperto costituisce un vantaggio importante. Nelle partite a eliminazione diretta, Sbertoli potrà essere utilizzato per cambiare il ritmo della distribuzione, rinforzare il servizio o sostituire Giannelli senza ridurre eccessivamente la qualità del gioco.
Rychlicki offre un’alternativa a Romanò
Kamil Rychlicki entra dal terzo set e termina con 13 punti, risultando il miglior realizzatore italiano della partita. L’opposto realizza 13 attacchi vincenti su 24 tentativi, pur commettendo quattro errori e subendo un muro.
La sua presenza permette a Romanò di rifiatare dopo una fase a gironi nella quale è stato spesso determinante. Rychlicki offre caratteristiche differenti e può diventare una soluzione preziosa quando la squadra necessita di cambiare riferimenti offensivi.
Romanò conclude la propria partita con 11 punti, tra i quali tre ace. Il servizio continua a essere uno dei suoi principali punti di forza e contribuisce in maniera decisiva alla conquista dei primi due set.
Spazio anche a Porro, Sani e Sanguinetti
La seconda parte dell’incontro consente a De Giorgi di utilizzare anche Luca Porro, Francesco Sani e Giovanni Sanguinetti. Il rendimento non è sempre continuo, ma l’esperienza accumulata contro una formazione competitiva può diventare utile nelle fasi successive.
Porro incontra alcune difficoltà offensive, mentre Sani realizza quattro punti e lavora in ricezione. Sanguinetti mette a terra tre attacchi su sette senza commettere errori diretti.
Il risultato resta importante, ma il valore principale di queste rotazioni riguarda la preparazione dell’intera rosa. Un torneo breve e intenso richiede alternative pronte a entrare, soprattutto in caso di stanchezza, problemi fisici o necessità tattiche.
I numeri di Italia-Slovenia
Otto ace e nove muri per gli Azzurri
L’Italia conclude la partita con otto ace, nove muri e 60 attacchi vincenti. La Slovenia risponde con cinque ace, sette muri e 56 punti in attacco.
Il servizio azzurro produce risultati importanti, anche se accompagnati da 23 errori. Romanò realizza tre ace, Sbertoli due, mentre Lavia, Michieletto e Mati ne aggiungono uno ciascuno.
A muro emerge Mati con cinque punti diretti. Giannelli, Michieletto, Galassi e Romanò completano il dato di squadra. La capacità di coinvolgere giocatori differenti conferma la varietà delle risorse italiane.
Mujanović principale riferimento sloveno
Nik Mujanović è il miglior realizzatore della Slovenia con 19 punti. L’opposto mette a terra 15 attacchi su 48 tentativi, realizza due ace e due muri, ma chiude con una percentuale offensiva limitata al 31%.
L’assenza contemporanea di Rok Možič e Tine Urnaut obbliga la Slovenia a distribuire diversamente il proprio gioco. Klemen Šen realizza 16 punti, mentre Rok Bračko ne aggiunge 13.
La squadra slovena dimostra comunque carattere, recuperando due set e portando la partita al tie-break. Il risultato le permette di ottenere un punto in classifica e di prepararsi all’ottavo di finale contro la Serbia.
Italia-Danimarca negli ottavi di finale
Quando si gioca la prossima partita
L’ottavo di finale tra Italia e Danimarca è in programma domenica 20 settembre 2026 alle ore 21:05 al PalaVela di Torino. Gli Azzurri arrivano all’appuntamento da vincitori della Pool A, mentre la Danimarca ha concluso al quarto posto il Girone C.
Sulla carta l’Italia parte favorita, ma la fase a eliminazione diretta non consente distrazioni. Da questo momento ogni partita può determinare l’uscita dal torneo e il rendimento mostrato nel girone non offre vantaggi oltre all’accoppiamento.
De Giorgi dovrà decidere se confermare Bottolo e Lavia oppure aumentare gradualmente l’utilizzo di Michieletto. In diagonale Giannelli-Romanò resta la soluzione principale, con Sbertoli e Rychlicki pronti a entrare.
Finlandia o Grecia nell’eventuale quarto
In caso di qualificazione, l’Italia affronterà nei quarti di finale la vincente della sfida tra Finlandia e Grecia. Il percorso offre agli Azzurri la possibilità di evitare alcune delle principali favorite nella prima parte della fase a eliminazione diretta.
Questo non significa che il cammino sarà semplice. La Grecia ha già dimostrato di poter mettere in difficoltà avversarie più quotate, mentre la Finlandia potrà sfruttare ritmo, servizio e organizzazione difensiva.
L’Italia dovrà mantenere lo stesso approccio mostrato nelle prime cinque partite: pressione in battuta, varietà offensiva e capacità di reagire ai passaggi negativi.
La vittoria contro la Slovenia consegna alla Nazionale il quinto successo consecutivo, il primo posto nel girone e diverse indicazioni positive. Il ritorno di Michieletto amplia le alternative, Lavia conferma una condizione eccellente e Mati continua a crescere al centro.
Il tie-break vinto 15-9 dimostra inoltre che anche una formazione modificata può trovare le risorse necessarie nei momenti decisivi. La fase preliminare si chiude quindi con un bilancio perfetto, ma da domenica contro la Danimarca inizierà un torneo completamente nuovo, nel quale ogni set avrà un peso determinante.
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