Malagò presidente FIGC: nuova era per il calcio italiano
Elezione netta: battuto Abete al primo scrutinio
Giovanni Malagò è ufficialmente il nuovo presidente della FIGC. Il dirigente romano, ex numero uno del CONI, è stato eletto con il 68,58% dei voti, superando nettamente Giancarlo Abete, fermo al 29,17%.
Un risultato chiaro, arrivato già al primo scrutinio, che certifica una forte fiducia nei confronti di Malagò da parte dell’assemblea federale. Con questa nomina diventa il 34° presidente della storia della Federazione, considerando anche reggenti e commissari.
Il discorso: “Da solo non posso fare nulla”
Subito dopo l’elezione, Malagò si è mostrato visibilmente emozionato, sottolineando il peso della responsabilità legata al nuovo incarico. Le sue prime parole sono state un invito alla collaborazione, con un messaggio chiaro rivolto a tutto il sistema calcio.
Ha ribadito di non voler essere una figura accentratice, ma un punto di riferimento capace di lavorare insieme alle componenti federali. Il concetto è semplice: senza unità non si può costruire nulla, mentre con il contributo di tutti è possibile aprire una nuova fase.
Gli obiettivi: Mondiale 2030 e riforme strutturali
Tra i primi obiettivi indicati dal nuovo presidente c’è la qualificazione al Mondiale 2030, traguardo fondamentale dopo le difficoltà vissute negli ultimi anni dalla Nazionale.
Ma il progetto di Malagò va oltre il campo. Nel suo intervento ha parlato chiaramente della necessità di rinnovare il sistema calcio italiano, intervenendo su temi strutturali come impiantistica, fiscalità e sviluppo del movimento.
L’idea è quella di costruire basi più solide per il futuro, affrontando problemi storici che da tempo limitano la crescita del calcio italiano.
Giovani, riforme e sostenibilità economica
Un passaggio centrale del suo discorso è stato dedicato ai giovani. Malagò ha sottolineato quanto sia fondamentale investire nelle nuove generazioni, valorizzando il lavoro dei settori giovanili e sostenendo riforme già in discussione.
Allo stesso tempo, ha evidenziato la necessità di aumentare i ricavi attraverso marketing e attività commerciali, per rendere il sistema più sostenibile e competitivo anche a livello internazionale.
L’obiettivo è chiaro: creare un modello moderno, capace di coniugare sviluppo sportivo ed equilibrio economico.
Malagò presidente FIGC: esperienza e visione
L’elezione di Malagò porta in FIGC una figura con grande esperienza nella gestione sportiva. Dal CONI alle Olimpiadi di Milano-Cortina, il dirigente romano ha dimostrato capacità organizzative e visione strategica.
Proprio questa esperienza è stata uno dei fattori determinanti nella sua candidatura, sostenuta da diverse componenti del calcio italiano.
Ora la sfida sarà trasferire questo modello all’interno della Federazione, in un contesto complesso e ricco di criticità.
Una nuova fase per il calcio italiano
L’arrivo di Malagò segna l’inizio di una nuova fase. Il calcio italiano è chiamato a cambiare, a rinnovarsi e a ritrovare competitività sia a livello di club che di Nazionale.
Le parole del nuovo presidente indicano una direzione precisa: meno divisioni, più collaborazione e una visione orientata al futuro.
La strada è lunga, ma il punto di partenza è stato tracciato.
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