Runjaic esonerato dall’Udinese: Paolo Zanetti è il nuovo allenatore dei friulani
Kosta Runjaic è stato esonerato dall’Udinese il 2 novembre 2026, dopo la sconfitta casalinga per 5-2 contro la Roma. La società ha affidato la squadra a Paolo Zanetti, che ha firmato fino al 30 giugno 2027. Il cambio arriva dopo sette sconfitte nelle ultime otto partite e rappresenta il quinto esonero nelle prime dieci giornate della Serie A 2026/27.
Runjaic esonerato dall’Udinese: perché il club ha deciso di cambiare
Il 5-2 contro la Roma ha accelerato la decisione
L’avventura di Kosta Runjaic sulla panchina friulana termina dopo una partita che ha aggravato una situazione già complicata. I cinque gol incassati in casa contro la Roma hanno reso ancora più evidente la difficoltà dell’Udinese nel trovare continuità, equilibrio e risposte durante i momenti negativi delle gare.
La società ha scelto di intervenire affidando la squadra a un nuovo allenatore. Il cambio riguarda quindi la gestione tecnica di un gruppo chiamato a reagire rapidamente, prima che la lotta per restare in Serie A diventi ancora più impegnativa.
L’esonero è stato comunicato ufficialmente il 2 novembre 2026, con una nota nella quale il club ha anche ringraziato Runjaic e i suoi collaboratori per il lavoro svolto.
Sette sconfitte nelle ultime otto partite
La sconfitta contro i giallorossi va letta all’interno di una sequenza particolarmente negativa: sette ko nelle ultime otto uscite rappresentano un rendimento difficile da sostenere, soprattutto per una squadra che deve costruire la propria permanenza nella categoria attraverso regolarità e solidità.
Quando i risultati peggiorano per diverse settimane, ogni partita aumenta la pressione sulla successiva. Un gol subito può pesare più del normale, mentre la necessità di recuperare rischia di spingere i giocatori a forzare le scelte.
Da questo punto di vista, il nuovo allenatore dovrà lavorare anche sulla fiducia. Ritrovare ordine e sicurezza diventa un passaggio necessario per trasformare le prestazioni in punti.
Due stagioni positive non sono bastate a proteggere il tecnico
Il finale amaro non cancella quanto ottenuto da Runjaic nelle precedenti stagioni. Il tecnico aveva chiuso la prima annata con 44 punti, migliorandosi nella successiva fino a raggiungere quota 50.
Numeri che spiegano perché la sua esperienza non possa essere giudicata esclusivamente attraverso le ultime settimane. Il rapporto con l’Udinese si interrompe dopo 94 partite, al termine di un percorso nel quale erano stati raggiunti gli obiettivi richiesti dalla società.
La decisione segnala però quanto il rendimento presente condizioni le valutazioni dei club. Il credito accumulato può offrire tempo per cercare soluzioni, ma tende a ridursi quando le sconfitte diventano frequenti e la classifica impone una reazione.
Paolo Zanetti è il nuovo allenatore dell’Udinese
La scelta è ufficiale: contratto fino al 30 giugno 2027
La domanda sul successore di Runjaic ha già una risposta: Paolo Zanetti è il nuovo allenatore dell’Udinese. Il club ha formalizzato l’accordo fino al 30 giugno 2027, affidandogli il compito di guidare la squadra nella parte restante della stagione.
I dettagli sono riportati nell’annuncio dell’Udinese dedicato a Paolo Zanetti, che conferma l’avvio del nuovo progetto tecnico. Non si tratta dunque più soltanto di un’intesa da definire o di un nome accostato alla panchina.
La durata dell’accordo concentra l’attenzione sul lavoro immediato. Per il nuovo tecnico sarà essenziale individuare rapidamente le priorità, conoscere le condizioni del gruppo e trovare un’organizzazione sostenibile.
Le esperienze con Venezia, Empoli e Verona
Zanetti arriva a Udine dopo aver già allenato Venezia, Empoli e Verona. Conosce quindi il contesto della Serie A e le difficoltà di squadre che devono affrontare avversari con risorse e obiettivi differenti.
Questa esperienza può essere utile per gestire una fase nella quale non basta preparare una singola partita. Occorre distribuire responsabilità, mantenere coinvolta la rosa e costruire una risposta collettiva alla pressione.
Naturalmente, il percorso precedente non garantisce automaticamente risultati. Il successo dell’incarico dipenderà dalla capacità di adattare le proprie idee alle caratteristiche dei giocatori a disposizione, senza pretendere cambiamenti troppo complessi in pochi allenamenti.
L’esordio contro il Venezia aggiunge un significato particolare
Il primo appuntamento previsto per Zanetti sulla panchina bianconera sarà contro il Venezia, una delle società già presenti nella sua carriera. Un incrocio particolare sul piano personale, ma soprattutto una partita rilevante per la corsa salvezza.
In uno scontro diretto, il peso del risultato aumenta perché riguarda contemporaneamente la propria classifica e quella di una concorrente. Per l’Udinese sarà importante presentarsi con idee chiare, evitando che l’urgenza di vincere si trasformi in disordine.
La sfida offrirà inoltre una prima indicazione sulla risposta della squadra al cambio di guida. Sarebbe però prematuro considerarla sufficiente per valutare l’intero lavoro del nuovo allenatore.
Le priorità dell’Udinese dopo il cambio in panchina
Ritrovare equilibrio nella fase difensiva
Dopo una sconfitta per 5-2, la tenuta difensiva diventa inevitabilmente uno dei temi centrali. Limitare le occasioni concesse agli avversari richiede un intervento collettivo: distanze tra i reparti, copertura degli spazi e gestione del pallone coinvolgono tutta la squadra.
Una possibile priorità per Zanetti sarà ridurre le situazioni nelle quali i difensori vengono lasciati senza protezione. Anche una scelta più prudente in costruzione, in determinate fasi della partita, può aiutare a contenere i rischi.
Il punto non è fissare subito un modulo definitivo. Conta soprattutto dare ai giocatori riferimenti comprensibili, da applicare con continuità anche quando la pressione aumenta.
Restituire fiducia senza caricare tutto sull’effetto novità
Un nuovo allenatore può modificare l’atmosfera quotidiana: cambiano le richieste, si riaprono le valutazioni sui ruoli e alcuni calciatori possono trovare nuove opportunità. Questa spinta iniziale, tuttavia, deve essere accompagnata da un lavoro riconoscibile.
Per una squadra reduce da numerose sconfitte, la fiducia può ricostruirsi anche attraverso obiettivi semplici: gestire meglio un vantaggio, reagire a un episodio sfavorevole, limitare gli errori evitabili.
Sono segnali che non sostituiscono i punti, ma possono creare le condizioni per conquistarli. La reazione emotiva al cambio di panchina sarà utile solo se diventerà maggiore attenzione nelle scelte e nei comportamenti.
Cercare continuità oltre il primo risultato
La salvezza si costruisce attraverso una sequenza di prestazioni sostenibili. Una vittoria può interrompere la crisi, ma deve essere seguita da altri risultati per modificare davvero il percorso stagionale.
Zanetti dovrà quindi trovare un equilibrio tra l’urgenza del presente e la necessità di dare stabilità alla squadra. Cambiare troppo dopo ogni partita rischierebbe di aumentare l’incertezza; confermare tutto indipendentemente dalle risposte del campo avrebbe il problema opposto.
La sfida sarà riconoscere rapidamente ciò che funziona e consolidarlo, mantenendo margini di adattamento alle caratteristiche degli avversari.
Tutti gli esoneri della Serie A 2026/27 nelle prime dieci giornate
Fiorentina e Bologna hanno aperto la serie dei cambi
Con Runjaic esonerato dall’Udinese, diventano cinque i tecnici sollevati dall’incarico nelle prime dieci giornate del campionato.
Il primo cambio era arrivato alla Fiorentina il 6 settembre, con l’addio a Fabio Grosso e l’arrivo di Paolo Vanoli. Il 16 settembre era stata la volta del Bologna, che aveva interrotto il rapporto con Domenico Tedesco per affidarsi a Raffaele Palladino.
Due interventi precoci che avevano già mostrato quanto fosse ridotto, in questo avvio di stagione, il tempo concesso agli allenatori per correggere una partenza insoddisfacente.
Parma e Venezia hanno preceduto l’Udinese
A fine settembre anche il Parma aveva cambiato guida tecnica: Carlos Cuesta aveva lasciato il posto ad Alberto Gilardino. Il 13 ottobre era poi arrivato l’esonero di Giovanni Stroppa al Venezia.
La decisione dell’Udinese completa così una sequenza di cinque separazioni concentrate in poco più di due mesi di campionato.
Cinque esoneri raccontano la pressione sui risultati
Cambiare allenatore è una delle leve a disposizione di una società, ma non risolve automaticamente tutte le difficoltà. Il rendimento dipende anche dalla composizione della rosa, dalle condizioni dei calciatori e dalla capacità del club di sostenere un indirizzo tecnico.
Per questo, il numero degli esoneri descrive soprattutto un campionato nel quale le dirigenze hanno deciso di intervenire molto presto. Le prossime settimane permetteranno di capire quali cambi porteranno benefici duraturi.
Nel caso dell’Udinese, il compito è concreto: interrompere la serie negativa e ritrovare una squadra capace di competere con maggiore continuità. Paolo Zanetti riparte dalla sfida contro il Venezia, con la responsabilità di trasformare il cambio in panchina in una risposta sul campo.
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