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Nainggolan accusato di riciclaggio in Belgio: la Procura chiede due anni di carcere

La Procura di Bruxelles ha chiesto due anni di carcere e una sanzione pecuniaria di 105.000 euro per Radja Nainggolan, accusato di riciclaggio nell’ambito di un procedimento collegato a un presunto traffico internazionale di cocaina. La richiesta, formulata il 30 ottobre, non è una sentenza di condanna.

Nainggolan accusato di riciclaggio: cosa chiede la Procura di Bruxelles

Il procedimento che coinvolge Radja Nainggolan entra in una fase importante. Davanti al tribunale correzionale di Bruxelles, l’accusa ha formulato una richiesta di due anni di reclusione, accompagnata da una sanzione economica di 105.000 euro.

L’ex centrocampista di Piacenza, Cagliari, Roma e Inter è chiamato a rispondere di presunte operazioni di riciclaggio. La vicenda si inserisce in un’indagine più ampia su un’organizzazione che, secondo gli investigatori, avrebbe importato cocaina dal Sudamerica attraverso il porto di Anversa.

La posizione del calciatore deve però essere distinta da quella degli altri imputati: secondo le ricostruzioni della stampa belga, Nainggolan non è accusato di avere partecipato direttamente al traffico di droga né di essere membro dell’organizzazione criminale. La contestazione nei suoi confronti riguarda i movimenti di denaro.

I due anni di carcere sono una richiesta dell’accusa

Il dato principale della notizia è la pena domandata dalla Procura. Si tratta della conclusione sostenuta dal pubblico ministero, che dovrà essere valutata dal tribunale insieme agli argomenti della difesa.

Non è quindi corretto affermare che Nainggolan sia già stato condannato a due anni. La richiesta dell’accusa e la decisione dei giudici sono passaggi differenti, con funzioni diverse all’interno del processo.

Al 31 ottobre 2026, il procedimento descritto dalle fonti consultate non risulta concluso con una sentenza. Il prossimo appuntamento indicato riguarda l’intervento degli avvocati del giocatore.

La richiesta economica da 105.000 euro

Alla pena detentiva richiesta si aggiunge una sanzione pecuniaria di 105.000 euro. Anche questa somma appartiene alle richieste della Procura e non va presentata come un pagamento già imposto dal tribunale.

L’importo è vicino alla cifra al centro delle contestazioni. Le ricostruzioni giornalistiche riportano circa 105.000 euro di denaro movimentato; alcune indicano più precisamente 105.500 euro.

In assenza degli atti processuali completi, il riferimento a circa 105.000 euro permette di descrivere l’ordine di grandezza senza confondere la somma contestata con la distinta richiesta di sanzione economica.

Perché il caso non può essere riassunto come un’accusa di narcotraffico

Il contesto dell’inchiesta e il reato attribuito al singolo imputato non coincidono necessariamente. Nel caso di Nainggolan, il procedimento nasce da un’indagine sul traffico internazionale di cocaina, ma la sua posizione riguarda il presunto riciclaggio.

Questa distinzione è sostanziale. Scrivere che il centrocampista è sotto processo per avere trasportato o venduto droga attribuirebbe al giocatore una contestazione diversa da quella riportata.

Il punto da accertare riguarda invece la natura dei trasferimenti di denaro e la sua eventuale consapevolezza del significato delle operazioni.

L’inchiesta: dal porto di Anversa ai movimenti di denaro

Le indagini sono iniziate nel marzo 2023. Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione su una presunta rete di importazione di cocaina dal Sudamerica verso l’Europa, con il porto di Anversa indicato come punto di ingresso.

Il nome di Nainggolan è emerso successivamente attraverso i rapporti economici con una persona coinvolta nell’inchiesta. Da quel momento, l’attenzione si è spostata sulle somme ricevute e sulle modalità con cui sarebbero state restituite.

L’avvio delle indagini nel marzo 2023

La data di apertura dell’inchiesta aiuta a comprendere la durata del lavoro investigativo. Non indica, da sola, il momento in cui il calciatore sarebbe entrato nei fatti contestati.

Secondo la ricostruzione pubblicata dalla stampa belga, l’indagine ha incluso intercettazioni e osservazioni prima di arrivare a un’operazione di polizia nel gennaio 2025.

La cronologia deve quindi essere letta su due livelli: lo sviluppo del fascicolo generale e l’accertamento della posizione specifica di ciascuna persona coinvolta.

Il fermo del gennaio 2025

Nainggolan era stato arrestato nel gennaio 2025 nell’ambito dell’operazione collegata all’indagine e aveva trascorso una notte in custodia.

Anche questo episodio appartiene a una fase precedente rispetto alla richiesta di pena formulata nell’ottobre 2026. L’arresto non costituisce, di per sé, una prova di colpevolezza e non anticipa l’esito del processo.

Il percorso giudiziario è proseguito fino all’attuale confronto tra la ricostruzione della Procura e le contestazioni della difesa.

Le somme ricevute e la restituzione a rate

Secondo l’accusa, il giocatore avrebbe ricevuto oltre 100.000 euro da Nasr-Eddine Sekkaki, per poi restituire il denaro attraverso versamenti frazionati.

Un dettaglio importante riguarda il conto destinatario: le cronache belghe indicano quello della madre di Sekkaki, non quello della madre di Nainggolan.

È su questa sequenza di passaggi che si concentra una parte della contestazione. La Procura ritiene che le operazioni abbiano contribuito a conferire un’apparenza lecita a denaro di origine illecita; tale ricostruzione resta oggetto del processo.

Le causali dei bonifici al centro dell’accusa

Nei trasferimenti sarebbero comparsi riferimenti a lavori edili che gli inquirenti considerano fittizi.

Per l’accusa, quelle causali avrebbero avuto la funzione di giustificare formalmente i pagamenti. La questione non riguarda quindi soltanto l’esistenza dei bonifici, ma anche la corrispondenza tra la spiegazione indicata e la ragione effettiva dei trasferimenti.

Sarà il tribunale a valutare il significato degli elementi presentati, senza che la ricostruzione del pubblico ministero possa essere trattata come un fatto già definitivamente accertato.

La posizione della difesa e l’udienza del 13 novembre

Gli avvocati di Nainggolan hanno annunciato che chiederanno l’assoluzione. Il loro intervento è previsto per il 13 novembre 2026, data che rappresenta il prossimo passaggio indicato dalle cronache del procedimento.

Il confronto riguarda anche la consapevolezza del calciatore: secondo la difesa, non sarebbe dimostrato che sapesse di contribuire a un’operazione di riciclaggio.

Il nodo della consapevolezza

Ricostruire un trasferimento economico e stabilire la responsabilità penale di chi lo effettua sono questioni collegate, ma non sovrapponibili.

Nel caso specifico, l’accusa sostiene che gli elementi raccolti dimostrino la consapevolezza di Nainggolan. La difesa contesta proprio questo punto, chiedendo che venga valutata la sua posizione rispetto all’origine e alla destinazione del denaro.

Il dibattito processuale dovrà dunque affrontare non solo ciò che sarebbe avvenuto, ma anche ciò che il giocatore conosceva delle operazioni.

La versione del prestito riportata nelle cronache

Secondo i resoconti belgi, Nainggolan avrebbe spiegato di avere ricevuto il denaro come prestito e di non conoscere il passato criminale della persona dalla quale proveniva.

Questa è la versione attribuita al giocatore, non una conclusione del tribunale. Allo stesso modo, l’interpretazione opposta sostenuta dalla Procura costituisce la tesi dell’accusa.

Mantenere separate le due posizioni permette di comprendere il tema del processo senza sostituire il giudizio con una ricostruzione unilaterale.

Il 13 novembre non è indicato come data della sentenza

L’appuntamento del 13 novembre riguarda l’intervento della difesa. Non deve essere automaticamente presentato come il giorno in cui verrà pronunciato il verdetto.

Le informazioni disponibili non consentono di fissare una data certa per la decisione finale. Eventuali aggiornamenti dovranno chiarire il calendario successivo e l’esito delle valutazioni del tribunale.

Per ora, il quadro è definito da una richiesta di condanna della Procura e da una richiesta di assoluzione annunciata dagli avvocati.

Nainggolan tra carriera sportiva e procedimento giudiziario

A 38 anni, Nainggolan continua la propria attività calcistica con il Patro Eisden, nella seconda divisione belga. Il suo nome resta particolarmente conosciuto in Italia per le esperienze con Piacenza, Cagliari, Roma e Inter.

La notorietà spiega l’attenzione mediatica, ma non modifica i criteri con cui deve essere raccontata una vicenda giudiziaria. La carriera sportiva e l’accertamento delle responsabilità appartengono a piani differenti.

Il presente al Patro Eisden

L’attuale appartenenza al club belga colloca il centrocampista ancora nel calcio professionistico. Non risultano, nelle informazioni qui considerate, decisioni sportive da attribuire automaticamente alla richiesta della Procura.

Non è quindi possibile dedurre che la carriera sia terminata o che il giocatore debba interrompere immediatamente l’attività. Qualsiasi conseguenza concreta richiederebbe ulteriori elementi e comunicazioni specifiche.

La notizia riguarda il procedimento in corso, non un provvedimento sportivo annunciato.

La presunzione di innocenza resta centrale

Il principio della presunzione di innocenza impone di non considerare colpevole una persona prima che la sua responsabilità sia stata legalmente provata. È una garanzia richiamata anche dalla direttiva europea sulla presunzione di innocenza nei procedimenti penali.

Quali sviluppi attendere

I prossimi aggiornamenti dovranno riguardare le argomentazioni presentate il 13 novembre e, successivamente, le decisioni del tribunale.

Restano da accertare la responsabilità del calciatore, la valutazione degli elementi economici e l’eventuale accoglimento delle richieste avanzate dall’accusa.

Al 31 ottobre 2026, il dato confermato è quindi una richiesta di due anni di carcere e di una sanzione da 105.000 euro. Il processo deve ancora dare una risposta alla contestazione: trasformare quella richiesta in una condanna già pronunciata significherebbe anticipare un esito che, al momento, non è stato stabilito.


Riconoscimento editoriale: Anton_Ivanov/shutterstock.com

Redazione Marathonbet.live

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